Parole magiche

E’ il titolo di una raccolta di poesie che ha scritto una mia insegnante di matematica del liceo, appassionata di rime.    Oggi lei non c’è più ma mi è venuta in mente quando Andreas ha fatto riferimento ai tre o quattro insegnanti straordinari per i quali è valsa la pena di aver frequentato la scuola, lei era uno di quelli!

Oggi vi annuncio una grande conquista da parte mia: ho imparato a rendere “magiche “ le parole!!

  Post21, 22, 23: link, codice HTML e metafore

Da tanto tempo inseguivo invano i miei colleghi più esperti perchè mi  insegnassero a creare dei link sulle parole, finalmente l’ho imparato e per prima cosa ho mandato un commento a iamarf con il link al dipinto aborigeno che ho pubblicato nel mio post -cMOOC: prima puntata-.    Seconda cosa: ho trasformato in link-sulle-parole tutti gli indirizzi url sparsi nel mio blog.    Terza cosa: avrei dovuto allenarmi con i tag HTML ma oggi è il primo Maggio e non si lavora!   Invece ho letto con attenzione il post 23 ed ho mandato  un commento.

Cito quel che scrive Andreas nel post 23  Metafora in laboratorio  e che per me vale la pena ricordare:

Il problema fondamentale della Scuola   è quello di avere perso una visione culturale della missione educativa, ormai lacerata in brandelli da una deriva che definirei sostanzialmente burocratica: stiamo affrontando un problema culturale con strumenti burocratici. La divisione rigida dello scibile in discipline, l’organizzazione in settori scientifico-disciplinari del corpo accademico, la lingua imprigionata nei gerghi pertinenti, l’ossessione della quantificazione totale, causano mortificazione del pensiero e morte della cultura.

Se il mio obiettivo è introdurre una persona ad un nuovo mondo è necessario che usi gli strumenti che funzionano!   La Scuola,  in quanto organizzazione ormai cristallizzata in apparato burocratico, tende a perpetuare metodi e consuetudini ed è ben lontana da ciò che oggi si richiede nel mondo a tutte le organizzazioni: divenire learning organization, ovvero organizzazioni in grado di adattarsi ai sempre più rapidi mutamenti dei contesti in cui operano.

La metafora, il racconto, lo scherzo, sono per me strumenti al pari di quelli che usavo e uso nella ricerca.    Uso la metafora, il racconto, lo scherzo, e l’immagine e il video e la prossima cosa che mi viene in mente, con lo spirito del ricercatore (vero), che non si perita di usare un pezzetto di nastro adesivo per far funzionare un apparecchio magari sofisticatissimo, purché funzioni. Per inciso i ricercatori fanno un grande uso dello strumento metaforico. I matematici discutono spesso di matematica più per immagini che per formule.

Uso deliberatamente la metafora, il racconto, l’inaspettato, per agganciare, trattenere e se possibile avviare ai nuovi mondi persone che sono abituate ad altro, ma che di quei mondi potrebbero aver bisogno. Se insistono è segno che ne sentono il bisogno.

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